La gastrite è un’infiammazione della mucosa dello stomaco. Può dare bruciore, dolore o fastidio nella parte alta dell’addome, nausea, senso di pienezza precoce, inappetenza e, in alcuni casi, anche vomito. Le cause non sono tutte uguali: tra le più comuni ci sono l’infezione da Helicobacter pylori e l’uso di FANS come ibuprofene e naprossene; per questo, anche in naturopatia, il primo punto resta sempre capire bene da dove parte il problema.
Questo significa riportare semplicità anche a tavola. Quando c’è gastrite, è importante eliminare fritture, bibite alcoliche e analcoliche, zuccheri, dolci, caramelle, glutine e prodotti comuni da forno, caffè, latte e derivati, patatine e tutto ciò che può irritare ulteriormente la mucosa gastrica. Lo stomaco, in questa fase, ha bisogno di essere alleggerito e protetto, non appesantito.
L’alimentazione dovrebbe orientarsi verso cibi leggeri, naturali e poco conditi, come verdure, legumi, carne bianca, pesce, frutta secca, frutta non molto dolce, pseudocereali, riso e uova. Anche il tipo di cottura fa la differenza: meglio preferire preparazioni semplici, soprattutto al vapore, che aiutano a non affaticare lo stomaco e a ridurre l’irritazione. In questo modo il cibo torna ad avere una funzione di sostegno e non di ulteriore stress per un apparato digestivo già sensibile.
Accanto all’alimentazione, trovo molto utile anche lo sport dolce, soprattutto il walking. Non parlo di allenamenti intensi, ma di una camminata regolare, tranquilla, fatta con continuità. Il movimento moderato è consigliato anche nelle forme di dispepsia, e alcuni studi osservano che livelli più bassi di attività fisica, compreso il camminare meno, si associano più spesso a sintomi dispeptici. Camminare aiuta a scaricare tensione, a respirare meglio e a non restare bloccati in quella contrazione addominale che spesso accompagna i disturbi gastrici.
Tra i rimedi più adatti, la malva è una delle piante che considero più interessanti quando la mucosa è irritata. Ha una tradizione d’uso come pianta demulcente e mucillaginosa, quindi utile quando serve qualcosa che lenisca, ammorbidisca e protegga. Si può usare come infuso, sorseggiato tiepido, oppure in forma fitoterapica. La vedo molto bene quando c’è bruciore, sensibilità e quella sensazione di stomaco “scoperto”, che ha bisogno di qualcosa di delicato e non aggressivo.
Un altro sostegno che può avere senso, in un approccio più personalizzato, è l’angelica come rimedio spagirico. La tradizione erboristica associa la radice di Angelica archangelica all’aiuto digestivo, alla dispepsia flatulenta, alla digestione lenta, al senso di pienezza e agli spasmi gastrointestinali lievi. Nel lavoro naturopatico può essere una scelta interessante quando, oltre al bruciore, c’è anche uno stomaco contratto, teso, gonfio, con digestione bloccata o appesantita. È un rimedio da valutare bene sulla persona, con il supporto di una figura professionale che conosce bene questa disciplina.
Anche la riflessologia plantare può essere un buon supporto. In una lettura energetica ispirata alla medicina tradizionale cinese, il lavoro sui meridiani di Milza e Stomaco aiuta a riportare attenzione su quella parte del sistema digestivo che, quando è in stasi, può riflettersi in pesantezza, tensione e cattiva regolazione del Qi, l’energia vitale.
In sintesi, un approccio naturopatico sensato alla gastrite prova a fare ordine: alimentazione corretta, movimento regolare, piante lenitive come la malva, rimedi più mirati come l’angelica, e un lavoro energetico di riequilibrio. Tutto questo può aiutare molto, ma senza dimenticare che se i sintomi sono frequenti, se c’è perdita di peso, sangue nel vomito o feci nere, serve una valutazione medica.
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